O.D.G. – Ordine Del Giorno PER SALVARE IL PAESE

GLI INSOLUTI EQUITALIA (OLTRE 600 MLD!) COSTITUISCONO LA CONFERMA CHE L’AGENZIA ENTRATE STA DISTRUGGENDO LA PICCOLA IMPRESA (E IL PAESE)

O.D.G. (ANTI CORRUZIONE E ANTI DEBITO PUBBLICO) PER IMPEDIRGLIELO

Al Presidente dell’ente e/o azienda pubblica “di” oppure al Sindaco “di” ecc.

Il sottoscritto________ (visto – anche – http://www.facebook.com/o.lucianodissegna/?fref=ts) PREMESSO CHE:

1) i crediti inesigibili Equitalia (organo di riscossione dell’Agenzia Entrate) sono passati da 545 miliardi dei primi mesi 2014[1] a 601,5 mld ultimi mesi 2015[2].  Da notare che la stampa (da noi citata in quanto apparentemente – e rispettivamente – contro e pro il Governo) che ha pubblicato tale (sconvolgente) notizia si è ben guardata (per i motivi illustrati al successivo punto 6?) dal rivelarne le vere cause;

2) tali somme (pari a quasi 1/3 dell’intero debito pubblico!) derivano in gran parte da liquidazioni e accertamenti dell’Agenzia Entrate[3] nel 90% dei casi[4] notificati, questi ultimi, ai piccoli imprenditori (pilastro dell’economia e dell’occupazione) e alle loro famiglie;

3) le enormi somme non riscosse (e non riscuotibili) derivanti, ogni anno, dai predetti accertamenti dimostrano (concetto capibile anche da uno studente di prima ragioneria) che le imprese in libero mercato sono impossibilitate a guadagnare (e quindi evadere) più di tanto a causa della concorrenza e che la “lotta all’evasione” è in contrasto con le più elementari logiche economiche (e costituzionali);

4) oltre a provocare il trasferimento di ingenti risorse dall’economia reale a quella virtuale (mondo professionale) e la fuga degli imprenditori (e dei giovani potenzialmente tali!) dall’impresa e dal paese, tale politica “regala” a una ristretta cerchia di persone il potere di gestire, trattare, modificare, confermare, annullare, decidere, in modo discrezionale e spesso arbitrario, decine di miliardi l’anno;

5) al rischio di corruzione, di cui sopra, si aggiunge la corruzione, vera e propria, e il debito pubblico causati dalla “maggiorazione” degli appalti e dei servizi pubblici per pagare tangenti.  Lavori totalmente inutili verrebbero commissionati solo a tale scopo. I ritardi nelle consegne [5] deriverebbero spesso dalla difficoltà di accordarsi sulle relative spartizioni. Gli imprenditori con meno scrupoli ne approfitterebbero per quadruplicare i prezzi.  Per evitare le imposte (del 65%! – Sole 20/11/2015) sul “netto” di cui trattasi i fornitori di beni e servizi delle pubbliche amministrazioni e delle società “pubbliche” devono necessariamente utilizzare fatture e altri stratagemmi contabili per operazioni inesistenti;

6) i grossi gruppi industriali e finanziari proprietari della stampa, non a caso restia a pubblicare queste (clamorose) notizie, mirano a impossessarsi del mercato lasciato libero dai piccoli uccisi dal fisco. Inoltre, come accadeva durante il Fascismo, aiutano il regime a conculcare la libertà di opinione di cui è notoriamente alfiere chi non dipende economicamente da nessuno (“Primum vivere, deinde philosophari”), in Italia milioni di persone (per adesso). Non è un caso che la Borsa di Milano (che rivela le performances dei grossi gruppi) abbia ottenuto risultati migliori rispetto alle altre[6];

7) l’Agenzia Entrate e la Guardia di Finanza hanno (volendo) a disposizione oltre centomila preparatissimi (e integerrimi) funzionari in grado di scoprire i trucchi di cui sopra;

8) i comuni traggono benefici dalla lotta all’evasione ai sensi dell’art.44 Dpr 600/73 e segg.

TANTO PREMESSO allo scopo di ridurre corruzione e debito pubblico, salvare l’economia, sostenere il proprio comune, SI SOLLECITA la trasmissione all’Agenzia Entrate o alla Guardia dei nominativi dei fornitori dell’ente (e/o di coloro che percepiscono denaro o incarichi pubblici) con la richiesta che vengano controllati i loro costi e le loro operazioni straordinarie (anziché i ricavi delle imprese in libero mercato). Nel caso di azienda pubblica si invitano i predetti organi di controllo a “valutare” la “congruità” e/o l’“inerenza” e/o la maggiore o minore “economicità” e/o “necessità” dei compensi degli amministratori e/o dei collaboratori esterni dell’azienda stessa (soprattutto se quest’ultima, come spesso accade, è in perdita).

F.to: consigliere, socio aziende pubbliche, semplice cittadino ecc.

[1] http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/22/ – [2] Sole 24 Ore 4/12/2015-http://mauromariamarino.it/ruoli-di-equitalia-per-600-miliardi-recupero-in-salita/ – [3] https://www.giustiziatributaria.gov.it/gt/web/guest/relazione-annuale-sullo-stato-del-contenzioso-tributario) – [4] http://www.unimpresa.it/fisco-unimpresa-controlli-a-senso-unico-90-su-micro-piccole-imprese-e-partite-iva/11061 – [5] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-01-10/dalla-burocrazia-42percento-ritardi-141213.shtml?uuid=AC1OwL7B

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